QUALE FUTURO, (SE L’EMERGENZA E’ FINITA)?

18 Maggio 2020

QUALE FUTURO, (SE L’EMERGENZA E’ FINITA)?

Come fosse un venerdì qualunque, il 15 maggio 2020 abbiamo appreso delle nomine volute per alcune reti, testate e consociate Rai da parte dell’ AD attualmente in carica, Fabrizio Salini. Come fosse un venerdì qualunque, dicevamo, o forse neppure, perché se fosse stato un giorno del genere, si sarebbe probabilmente rispettato il noto detto del “né di Venere, né di Marte”…

Ma non è di nomine che vogliamo parlare, rivolgendo ai lavoratori queste riflessioni. Il 15 maggio, infatti, è accaduto qualcosa di più serio e preoccupante: si è di fatto posta una pietra tombale sul tanto vagheggiato, ma sostanzialmente mai partito “piano industriale” varato dall’ attuale amministratore, ormai oltre un anno fa e poi ufficialmente sospeso a causa dell’emergenza Covid 19.

L’UGL – FNC, fin dalle primissime avvisaglie della crisi sanitaria ancora in corso, ha rivolto precise e puntuali domande su quali fossero i piani predisposti dall’Azienda per fronteggiare lo scenario che giorno dopo giorno vediamo spiegarsi davanti ai nostri occhi:

  1. Quale piano per garantire la continuità aziendale?
  2. Quale piano per fronteggiare il deterioramento delle risorse economiche e il calo pubblicitario?
  3. Quale organizzazione editoriale e produttiva porre in atto?

Se la fase di messa in sicurezza sanitaria, dopo iniziali sbandamenti da parte aziendale, è stata riportata sui binari con il decisivo contributo delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, anche con la stipula di accordi per garantire piena retribuzione e mantenimento dei servizi essenziali di servizio pubblico, non possiamo dare un giudizio altrettanto positivo per le mancate risposte sulle altre decisive questioni.

Se ogni crisi rappresenta una sfida dalla quale uscire è possibile solo rilanciando la bontà e la qualità dell’offerta, non è questo il momento delle incertezze e delle situazioni.

Tecnici, impiegati, programmisti, scenografi, operai, costumisti, truccatori, operatori e tutte le maestranze che garantiscono con il loro impegno la messa in onda dei programmi radiotelevisivi chiedono ed esigono chiarezza sulle prospettive e i progetti di cui la Rai intende dotarsi.

Vogliono sapere se finalmente si riuscirà a strutturare un reale recupero del valore del lavoro in Rai. Vogliono sapere se l’opportunità del lavoro agile, che ha riguardato moltissimi di loro, verrà colta per affrontare un serio piano di ristrutturazione e razionalizzazione immobiliare e logistica, che liberi le risorse indispensabili per colmare il gap tecnologico dei nostri studi, delle regie, degli apparati.

Vogliono sapere se e quando verrà affrontato il deficit di organico nelle sedi e nei centri di produzione.

Queste risposte non possono attendere oltre.

Amministrare un’Azienda senza conoscere in quale direzione si vada, significa solo tirare a campare. Questo non è serio e non è più tollerabile.

Roma 18 Maggio 2020

La Segreteria Nazionale